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07 lug 2013

Una brutta notizia

Ed e' così che arrivano le notizie che non vorresti mai sentire: inaspettate e dolorosissime.
Quando poi, come in questo caso, sono annunciate da eventi che sembrano solo coincidenze, ma in realtà non lo sono, fanno ancora più effetto.


È successo che un giorno della scorsa settimana ho visto attraversare la strada una persona con cui ho lavorato per molto tempo e che non vedevo né sentivo da qualche anno. La probabilità che le nostre strade si  incrociassero erano molto poche, insomma. 
Questo fatto ne ha fatto seguire un altro: la sera, rimettendo un po' di ordine tra le cartelle delle fotografie archiviate sul nostro notebook, mi sono soffermata su di una che conteneva degli scatti che avevamo fatto con dei colleghi di uno studio in cui ho lavorato diversi anni. 
In queste foto c'era anche una collega che sapevo essersi ammalata da qualche anno di tumore. 
Ogni tanto un collega che avevamo in comune mi aggiornava sul suo stato di salute, ed era un po' di mesi che non lo sentivo. Mi son chiesta: "Chissà come sta, N. ; quasi quasi chiamo M. per salutarlo e chiedere sue notizie."
Non ce n'è stato bisogno. 
Il giorno dopo mi ha chiamato M.:" ciao, Ti devo andare una bruttissima notizia". 
Il resto lo potete immaginare.

Quella notizia che non avrei mai voluto ricevere e' stata come un fulmine a ciel sereno. 
Ma a pensarci bene nei giorni precedenti  ci sono stati molti segni a preannunciarla. 
Segni, appunto. 

Era da diversi giorni che, percorrendo con lo scooter la strada per andare e tornare da lavoro, arrivata in prossimità del luogo in cui si trova il vecchio ufficio dove ho lavorato con N., avevo un pensiero ricorrente: sentivo che dovevo fermarmi; mi sembrava che da un momento all'altro avrei visto attraversare la strada una delle mie ex colleghe. Non di rado ho pensato che avrei incrociato proprio lei; del resto abitava lì vicino.
Non sapevo ovviamente che N. non era più in grado di alzarsi dal letto,che non se la sentiva più di ricevere visite al di fuori dei familiari e che si era aggravata a tal punto che le erano somministrate solo più le cure contro il dolore, pesantissimo sicuramente, che la stava consumando.

Oggi c'è stato il funerale. Lei era - anzi è , perché una madre rimane tale per sempre - mamma di due ragazze adolescenti che hanno visto la loro mamma andarsene lentamente e con tanta sofferenza, da non potersi spiegare, ne sono sicura, perché fosse capitato proprio a lei, a loro.

Mi si è gelato il cuore quando ho sentito la più piccola gridare in lacrime verso la bara : " Mamma!" , quasi per non volersi separare ancora da lei.

Non ci chiediamo la ragione del perché proviamo gioia o perché siamo contenti; lo siamo e basta.
Il dolore invece, proprio non riusciamo a dargli un senso, e tanto meno ad accettarlo.
Una cosa però possiamo fare, per capire cosa c'è dietro a tutta la nostra vita: metterci in ascolto, umilmente, e cogliere i mille segni che ogni giorno il Destino dissemina sul nostro cammino.

Proprio come è capitato a me nei giorni precedenti l'avvenimento.

Il senso lo troveremo solo alla fine.

4 commenti:

  1. Ho avuto la stessa esperienza la scorsa settimana, la moglie di un collega, il collega con cui condivido la stanza, è deceduta improvvisamente. E in questo periodo è un tourbillon di brutte notizie. Dobbiamo stare fermi e cercare di vivere il nostro tempo nella maniera migliore possibile.

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  2. ciao Marta,
    non poso che concordare con te e pensare che ogni attimo condiviso è regalato.

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