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15 ott 2014

Mettiamoci in cerchio: Swap party - back to school edition


Vi segnalo questa bella iniziativa per sabato 18 ottobre a Brescia:

La scuola è iniziata da poco e se nel preparare tutto l'occorrente per affrontare il nuovo anno vi siete imbattute in vestiti, scarpe, accessori, libri e giochi che ai vostri bambini non servono più, "Swappy Hour - back to School edition" è l'occasione giusta per rimettere in circolo tutto ciò che potrà essere utile agli altri!
Sabato 18 ottobre, dalle 16 alle 19.30 a Brescia, presso il Vetrofusione (Via Trento 8/a).

Cosa portare: abiti, scarpe e accessori 0-18 nuovi o poco usati, giocattoli di legno o educativi
Cosa non portare: cappelli, intimo, costumi, giocattoli ingombranti
Tutto quello che non verrà swappato verrà consegnato a Humana People to People Italia Onlus, che supporta progetti nel Sud del Mondo.














Per tutti una golosa merenda a cura di Bedont di Bedont (Brescia, Via Trento 18/b).

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Inoltre, Paola Battaglini propone un laboratorio artistico per bambini 4-11 anni dal titolo "Costruzioni volanti e immagini mutanti", in due orari: 16.30-17.30 e 18.00-19.00. Quota di partecipazione 5€

Ingresso mamma e bambino 8€ (compresa merenda).
Per info e prenotazioni: info@unconventionalhappening.com

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Vetrofusione
www.chiara-valentini.it

04 lug 2014

To be Unconventional. La Cena in Bianco coi bambini



                          A tavola sotto le stelle per strada tutti insieme in una sera d’estate.


Mi è stato chiesto il perchè io abbia deciso di partecipare alla Cena in Bianco, a Torino, organizzato per la prima volta tre anni fa dalla Blogger Antonella Bentivoglio d'Afflitto nella suggestiva e bellissima cornice di Piazza S. Carlo.

Le ragioni sono più di una e mi sembrano tutte altrettanto valide. Non pretendo di riassumere qui tutti i motivi per cui le 11.000 persone hanno partecipato, ma di darvi il mio personale punto di vista, che è quello di una mamma che ha voluto far provare ai suoi figli l'esperienza unica di partecipare ad un gesto collettivo cosi unico.
Eccole.

photos by Stefania Basso

Prima motivazione: perché mi è parsa da subito (e cioè dall'anno scorso quando ne avevo appena sentito parlare dopo aver letto il Blog) una cosa bella. 
Una cena: nulla di più normale di un momento conviviale; lo facciamo tutti i giorni, ma se vissuto in maniera non convenzionale diventa unico. Un gesto condiviso con altre persone, alcune conosciute e altre non, all'insegna del buon gusto, dell'educazione e del piacere: di mangiare bene, stare insieme, godere di luoghi ricchi di fascino e storia.

photos by Stefania Basso

Seconda motivazione: perché è una cena autenticamente social. "Unconventional dinner" è organizzata da una Blogger attraverso il suo Blog ed i social network (dopo, solo a cose "fatte", arriva la stampa) e il passaparola (a voce ma anche su Facebook, Twitter, Google+). 
In più, è anche un Flash mob: anche questo un evento tipicamente social, perché accadde in un luogo e in un tempo stabiliti, e lascia in quel luogo e in quell'attimo la suggestione di un evento effimero ed eterno insieme.


photos by Tullio Germak Bajetto

Terza motivazione: perché avevo voglia di assaporare il profumo fresco dell'estate della mia città, sotto un tetto di stelle (che per fortuna c'erano davvero!) a condividere con altre persone la bellezza del gesto. Un gesto educato, perché dopo si lascia tutto come si è trovato. Un gesto attento alle persone, da quelle che ti siedono a fianco, nel tentativo di non disturbarle ma di non essere nemmeno indifferente alla loro presenza; al cibo: nel tentativo di non sprecarlo. Quello che avanzo posso scegliere di condividerlo con i vicini di tavolo o riportarlo a casa, ma non certo buttarlo. 

Quarta motivazione: educare i bambini al gusto del bello, dell'educazione, dell'estetica e dell'etica.
Non sarei mai andata alla cena in bianco senza i miei figli. Da subito, l'anno scorso, anche se erano ancora un po' piccini, ho pensato di aderire alla cena con loro, non senza di loro. Poi quest'anno ho letto che anche i piccoli erano caldamente invitati a partecipare e questo mi ha convinto ancora di più.
La logistica non è stata certo semplice, ma non impossibile. Organizzazione, buona volontà e aiuto di persone che ti vogliono bene ha reso possibile il tutto.
Mentre tornavamo a casa in auto ho chiesto ai miei figli cosa gli era piaciuto di più della Cena in Bianco: "Tutto" mi ha risposto uno di loro, ma soprattutto "il cibo che abbiamo mangiato!" (e di questo dobbiamo ringraziare ampiamente zia Ema!)

photos by Stefania Basso e Tullio Germak Bajetto

Quinta motivazione: perché avevo voglia di celebrare la mia città, Torino, e tutte le sue meraviglie architettoniche e urbanistiche. Cosa c'è di più italiano e caratterizzante del nostro Paese di una piazza? Brava Antonella, che è riuscita a sistemare 11.000 persone con tavoli, sedie, piatti, bicchieri e tavoli nel "salotto di Torino" e di averlo farlo con tanto gusto e creatività. 
Penso sinceramente che lei abbia creato un'onda che andrà a coinvolgere sempre più persone. Credo anche che l'esempio avrà benefici per la nostra città, sia a livello turistico che di visibilità mediatica.
Torino è una città fortemente creativa, che purtroppo in anni recenti hanno cercato di ridurre a grigia e cupa capitale dedita alla produzione di massa, ma la sua vocazione è altrove, e finalmente stiamo cominciando a scoprirla!

photos from Paolo Faretra photographer e Stefania Basso

Sesta (e ultima) motivazione: perché avevo voglia di rivivere l'atmosfera del "campeggio" senza rinunciare al privilegio di farlo nel centro di Torino!
A molti sembrerà un'immagine molto distante dalla elegante e da alcuni definita "chiccosa" Cena in Bianco.
E invece secondo me no, perché di fatto domenica scorsa erano presenti molti di quegli ingredienti che sono tipici della vacanza in campeggio, a cui è stato solo aggiunto un "pizzico" di elegantissimo bianco, declinato in varie forme (sopra, sotto e addosso): centri tavola fioriti, candele profumate, segnaposti, sottobicchieri, posate d'argento, piatti in ceramica, cappelli eleganti, elegantissimi e anche stravaganti!
La voglia di offrire un buon bicchiere di vino, un dolce; il giocare insieme dei bambini; il passeggiare tra i tavoli degli altri commensali, scambiandosi una battuta e un sorriso; il cenare all'aperto, il vedersi in faccia senza il bisogno di "chiudere la porta":  ecco, ho trovato che questo fosse il denominatore comune tra le due cose.

photos from Marco Caramagna e Paolo Faretra photographers

La cena in bianco è un evento creato dai torinesi per i torinesi, un movimento nato dal basso (finalmente!), che per questo è solo destinato a crescere. 
Sicuramente Antonella avrà già cominciato a pensare alla location per il prossimo anno e ha fatto bene, perché ci vorrà uno spazio ancora più grande di piazza S. Carlo!  

Che questo evento sia solo lo spunto per aver voglia di creare ogni tanto degli Unvconventional dinners, anche tra le mura di casa propria!

O magari anche con i vicini, perché no?!

02 giu 2014

run530 - Torino



E' venerdì 30 maggio. Punto la sveglia alle 4:00, mi dovrebbe ampiamente bastare. Il ritrovo col gruppo è alle 5:00 al solito posto, p.zza Castello angolo via Roma.

Faccio colazione, mi lavo e mi vesto. Saluto uno dei miei bimbi che nel frattempo si è svegliato e gli dico "ciao amore, ci vediamo dopo; vado a camminare alla 5 e 30!"

Accendo lo scooter e parto.
Torino è sonnolenta; le prime luci dell'alba, come una coperta azzurra leggermente scivolata dal letto, si tagliano sul profilo del colle di Superga. Magnifico!

Le macchine al semaforo vanno tutte nella stessa direzione; ci siamo solo noi runners in giro e ci riconosciamo dalle nostre magliette arancioni. Andiamo tutti nella stessa direzione, allo stesso appuntamento.

Parcheggio lo scooter; sono neanche le 5 del mattino. Mi colpisce il suono che proviene dalle mie azioni: parcheggio, apro il bauletto, mi svesto, ripongo il casco, chiudo: tutti suoni nitidi e precisi nell'aria.

C'è un bellissima luce nella piazza che accoglie tutti noi che piano pian andiamo a riempirla.
Eccoci tutti. Foto di rito del gruppo di fitwalking Settimo Chilometro davanti al negozio "Benetton", all'angolo con la piazza, ormai gremita di gente. Stesso sfondo per lo scatto; cambiano le stagioni e cambiano anche le vetrine, e noi sempre qui, pronti a camminare. E siamo sempre di più!


Partiamo. La città è nostra, le vie sono nostre, l'alba è nostra. Non c'è ansia di arrivare; questa non è una gara ma solo un avvenimento, che ciascuno di noi vive a modo suo. Ognuno porta nel cuore un motivo per cui si è alzato e ha deciso di fare un'azione sovversiva come questa: svegliarsi alle 4, infilarsi le scarpe da corsa, camminare (o correre) per le vie della sua città, quando ancora tutti dormono, e poi continuare la giornata davvero con una marcia in più.

www.lastampa.it
Chi corre, chi cammina, chi lo fa a quattro zampe, chi coi bastoncini. Stessa direzione, stesso percorso, ma diverse emozioni, tutte uniche, come i pensieri che ti accompagnano quando cammini o corri. Sono solo tuoi.

Chi porterà i figli a scuola, chi si ferma per una colazione nell'unico bar aperto alle 6:30 e chi tornerà a casa, si farà una doccia e poi andrà a lavoro; chi a studiare e chi invece dormirà fino a mattina inoltrata e poi andrà a farsi un giro in centro rivisitando quei luoghi, cosi diversi nella solitudine della notte.

Cosa vi trattiene dal provare quest'emozione anche voi, l'anno prossimo?!

24 feb 2014

Il Fitwalking : volete saperne di più ?

















Ho chiesto alla mia istruttrice Cassandra, che guida un Authorized Fitwalking Center nella zona di Torino, di parlarci un po' del suo incontro con questa disciplina sportiva che si sta diffondendo e incuriosisce sempre più molti/e di noi.

Ho conosciuto Cassandra durante le camminate dei "10.000 passi per stare bene", organizzate al Retail Park Settimo Cielo.  
Mi sono appassionata al Fitwalking quasi da subito e cosi, al termine del ciclo di camminate, l'ho seguita unendomi agli allenamenti di uno dei suoi gruppi dell' A.F.C. "Settimo Chilometro", cercando di uscire anche in inverno (salute dei figli e mia permettendo!) il più possibile.


09 feb 2014

Intervista per CiaoMamme Blogger


Prima di Natale sono stata contattata da Simona del portale Ciao Mamme per rispondere ad alcune domande sul Blog che è on line ormai da poco più di due anni.
Simona mi ha chiesto di raccontare un po' di me e del mio Blog.
Ripropongo di seguito le sue domande e le mie risposte, invitandovi a curiosare sul portale www.ciaomamme.it

E buona lettura (o ri-lettura)!

Partiamo dall’inizio: come è nata l’idea di aprire un blog?
Dopo i primi quattro anni, da quando ho interrotto il mio precedente lavoro a tempo pieno, in cui mi sono inventata davvero di tutto pur di affermarmi nel mio settore, ad un certo punto mi sono un po’ demoralizzata per gli scarsissimi guadagni a fronte di un grosso impegno di formazione e serietà.Proprio in quel momento ho conosciuto il mondo delle mamme Blogger, uno straordinario universo di donne imprenditrici, creative o semplicemente mamme, disponibili a creare legami e contatti.
Ho deciso allora di creare un Blog che potesse mettere in contatto parte di queste mamme per scambiarsi vestiti e altre cose usate, perché penso che lo scambio abbia un grande valore, educativo e sociale.
La mia esperienza di questi anni di scambi di giochi, attrezzature e abbigliamento tra mamme mi ha fatto constatare che c’è tanta gente che vuol condividere le cose che non usa più.
Il Cerchio del dono nasce dunque per creare un “luogo” virtuale in cui chi vuole può mettere a disposizione o cercare, in forma del tutto gratuita, tutto ciò che serve per crescere i propri figli, da 0 anni in su.
E poi naturalmente, racconto anche un po’ di me e della mia scoperta di essere genitore ogni giorno!

Dove e a chi vuoi arrivare scrivendo sul tuo blog?
Prima di tutto i genitori che hanno a cuore la voglia di condividere qualcosa; siano abiti, giochi, cose o anche pensieri, emozioni, esperienze che abbiano a che fare con l’avventura di essere genitori.

Quanto tempo dedichi al tuo blog durante la settimana?
All’inizio del Blog, quando gestivo il mio lavoro in autonomia, dedicavo qualche ora durante la giornata, non necessariamente concentrata in un arco temporale definito. Avendo più libertà di movimento, in genere mi dedicavo la Blog lungo tutto il corso della giornata, anche la sera.
Attualmente, svolgendo un lavoro a tempo pieno fuori casa, molto poca! Cerco però di ritagliarmi nelle pause qualche momento per aggiornare i profili sui social network, mentre la scrittura dei post la dedico a quando ho più tempo per scrivere.
Le idee sui post, quando mi vengono, me le appunto in bozza, poi alcune le sviluppo, altre le tengo li per momenti migliori.

Hai mai pensato di mollare?
Al momento no, anche se a seconda dei periodi non sono costante nel dedicare tempo al Blog e questo un po’ mi spiace!

Hai inserito inserzioni o post sponsorizzati?
Non ancora, nonostante abbia ricevuto qualche offerta di inserimento banner pubblicitari. Sono comunque disposta a valutare eventuali collaborazioni qualora arrivassero!

Cosa ne pensa la tua famiglia del tuo blog?
Mio marito mi ha sempre molto incoraggiata. I bambini sono troppo piccoli per essere coinvolti, al momento non sanno neanche che ho un Blog :-). E’ capitato che qualche amica abbia partecipato saltuariamente scrivendo post o pubblicando “annunci” ; molti miei amici seguono gli aggiornamenti sui social network o direttamente dal Blog. Ultimamente na maestra della scuola materna frequentata dai miei figli, ha apprezzato molto il Blog e questo mi ha fatto molto piacere!

Qual è il post più letto in assoluto?
Il post più letto in assoluto e’: “Test sui pannolini: i più assorbenti sono i meno cari”
seguono: “Il tabellone delle attività-come educarli a collaborare” e “Mamma, Blogger, Architetto: in quale ordine?”

Qual è il post che vorresti fosse il più letto?
Nessuno in particolare… sono assolutamente contenta cosi! Mi piacerebbe però riuscire a dare più visibilità ai post in cui propongo le cose da scambiare e coinvolgere altri genitori a postare le cose che vogliono a condividere a loro volta. So che ci vuole tempo, ed è la cosa che ai genitori manca sempre un po’.

Commenti negativi: come ti comporti? Li blocchi, li pubblichi, li ignori, rispondi per le rime?
Al momento non mi è ancora capitato di leggere commenti negativi sul Blog. Forse perché non ho ancora tutta questa “fama” e un seguito di fan tale da innescare commenti negativi!!!
Penso che, in linea di massima, una risposta al commento la darei, dopodiché non mi dilungherei in polemiche o attacchi personali, che distoglierebbero l’interesse di chi legge. Se troppo insistenti o volgari probabilmente li bloccherei.

Per finire, dai alle nostre lettrici 3 buoni motivi per leggerti
  1. perché, attraverso le mie passioni e è le mie scoperte, scrivo di cose che riguardano un po’ tutte noi mamme e donne
  2. per condividere un modo di vivere sostenibile e consapevole, lontano dagli sprechi e che valorizzi la condivisione
  3. perché mi piacerebbe creare una rete di solidarietà e di amicizie virtuali (e perché no?! un giorno anche “reali”), partendo dal nostro “essere genitori”.